ROBIN H. PRINCIPE DEI POVERI

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Tutti conoscono la leggenda del famosissimo Robin Hood, il principe dei poveri, che ruba ai ricchi per sfamare i poveri e aiutare la sventura popolazione di Nottingham. Un eroe dal cuore tenero, un truffaldino, un condottiero … tante le sfaccettature di un personaggio molto simpatico ed accattivante, che ci porta per mano in epoca lontana (forse non così tanto) ed insieme ai suoi fidati amici, fra Tac e Little John, ci fa vivere un sogno all’interno della foresta di Sherwood, leggendaria quasi quanto il nome del nostro protagonista. La storia si sviluppa proprio all’interno della magica foresta, che diventa ora castello, ora giardino, ora covo di simpatici banditi ora prigione. La foresta, come un grande libro di fiaba, girerà le sue pagine e racconterà − attraverso una messa in scena intensa ed innovativa − la storia del regno d’Inghilterra usurpato dal cattivo Principe Giovanni, fratello del Re Riccardo partito per le crociate, e della sua schiera di cattivi sceriffi e consiglieri. In tutta questa oscurità, Robin Hood, innamorato della bellissima Lady Marion, cercherà di conquistarne il cuore, con purezza e giustizia, senza mai dimenticare di aiutare il suo adorato popolo che tanto soffre per la cattiva gestione del sovrano in carica e delle sue folli decisioni. Tornerà il sole a Nottingham , tornerà il legittimo sovrano re Riccardo? Tornerà l’amore tra i due giovani? Di sicuro il nostro libro, la foresta di “Sherwood” è pronto a raccontare tutta la storia ed emozionare grandi e piccini. Una messa in scena, fresca dinamica e divertente, piena di ritmo e ricca di attori e ballerini, primo grande successo della compagnia dell’arte risalente a 5 anni fa, ed ora riproposto per acconsentire alle continue richieste di repliche. La linea di narrazione , spiega il regista Antonello Ronga, mantiene quella originaria della prima messa in scena, ma si sviluppa poi in una direzione del tutto nuova, con nuovi scoppiettanti personaggi, accattivanti messe in scena e nuovissime coreografie (a cura di Sonia Saggese. Scenografia Bottega S. Lazzaro.