ANGELUS DOMINI

  • teatro napoletano salerno
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In un sottotetto di un vecchio palazzo in un quartiere di periferia.
È notte fonda. Di un’estate afosa. Opprimente.
Sandra è immersa nei suoi pensieri. Gli stessi che l’affliggono da tempo. Troppo tempo.
Bussano alla porta. Colpi forti. Insistenti. Sandra esita ad aprire. Poi, si decide. È Marcello. Puntuale. Come ogni notte.
Si conoscono dai tempi del liceo.
Il loro è un rapporto complesso, surreale, privo di convenzioni. Ambiguo. Complice. Tumultuoso. Fatto di schermaglie. Caustiche. Provocatorie. Impetuose. Ma anche di momenti catartici. Emotivi. Onirici. Si cercano, si sfuggono in un continuo gioco a rimpiattino. Sandra e Marcello sono due maschere di vita, grottesche, dietro le quali si nascondono per proteggersi, sopravvivere, accomodare le loro anime, ognuna prigioniera di una verità pesante, inconfessata.
Accadde alla festa del IV liceo.
Per Sandra, fu la sua prima volta. La sola. Per Marcello, invece, lei non era che una preda da carniere. Non ne hanno mai parlato. Come se non fosse successo.
Sandra però non ha smesso di amarlo. In silenzio. Negli anni, tanti, si è accontentata di averlo accanto. Aspettando che da quella notte Marcello prima o poi bussasse alla sua porta per restare. Un’illusione ogni volta, ogni notte disattesa. Marcello è il maschio che è maschio che fa il maschio; non con Sandra: lei è l’amica, la confidente, la sola che sappia dipanare l’ingarbugliata matassa della sua vita.
Ed è di lei che ha ancora bisogno.
Vuole che Sandra gli faccia da testimone al suo matrimonio.